Oltre

Simone Lentini/ Settembre 3, 2020/ Astronomia, Curiosità, Filosofia, News, Scienza

Un viaggio verso altri mondi. Un viaggio immaginifico, reso surreale ed evocativo dalle meravigliose immagini ed effetti di Teun van der Zalm e dalle atmosfere quasi sacrali di Joep Franssens (Harmony of Spheres, I movimento) e dalla musica evocativa di Györgi Ligeti (Lontano e Atmospheres).Questo è il video Other Worlds di Ivan Maria Friedman, riportato nelle fonti. Un video nel quale le immagini dello Hubble Space Telescope si mescolano alle immagini del deserto di Atacama riprese in infrarosso; gli effetti cinematografici mutano il tutto in qualcosa di surreale ed immaginifico. Ricreando mondi distanti. Ed i tempi primevi di un pianeta appena nato.

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La Notte stellata ha da sempre spinto l’Uomo ad immaginare mondi remoti ed esseri viventi. La scoperta degli esopianeti, mondi distanti, ha solo fomentato l’immaginazione umana ad immaginare e immaginare. Tuttavia Spazio e Tempo ci separano da quei mondi distanti. Un giorno, quando avremo addomesticato Spazio e Tempo, forse, potremo raggiungerli. Credit: WEB.

Un viaggio surreale, dove il possibile incontra l’impossibile. E’ un viaggio che ci porta anche un po’ alla scoperta del nostro piccolo pianeta blu. Della sua storia primeva, e, perchè no?, delle origini stesse della vita. E del nostro potere più grande: immaginare.

Abbiamo scoperto molti esopianeti e ne scopriremo altri. Ma siamo isolati da quei mondi. Tra noi e loro v’è lo spazio interstellare che, per quanto finito e limitato, diventa infinito, invalicabile per una sola generazione di uomini, ancora impraticabile per cento generazioni. Quei mondi remoti sono oltre la nostra portata.

Ci separano sconfinate e vuote praterie di polveri, velate di nubi, illuminate dalla luce di soli lontani. Siamo isolati da quei mondi nello spazio. Ma anche nel tempo.

Se mandassimo un messaggio ad un pianeta distante 100 anni luce, dovremmo attendere 200 anni per una risposta: 100 anni perchè il messaggio arrivi ed altri 100 anni perchè da quel mondo giunga a noi la potenziale risposta. Rischieremmo di non riceverla mai. Potremmo mandare un messaggio ad un mondo morto. O la risposta insperata potrebbe arrivare ad una Terra disabitata: potremmo non essere lì per ascoltare la voce dal cielo.

Siamo dunque isolati anche nel tempo. Gli spazi ed ancor più il tempo ci costringono a guardare a quei mondi remoti, scoperti ed ancora da scoprire, unicamente con l’unico mezzo a nostra disposizione: l’immaginazione (oltre che con le radiazioni elettromagnetiche). Per ora almeno.

Fortunatamente Homo sapiens è anche Homo cogitans, pensante, e quindi capace di immaginarsi, di creare idee, di sognare. Homo sapiens è anche Homo imaginans. Fortunatamente. E’ un grande dono l’immaginazione.

La Notte, ogni notte, ci offre mille possibilità di riflettere sul nostro stato e natura di esseri umani. Eppure l’Uomo sembra essere solo capace di distruggersi e distruggere. Carl Sagan diceva che siamo vagabondi e ciò è un bene: il nostro vagabondare ci ha portato sulla Luna, dopo 2 milioni di anni di evoluzione, dopo 200.000 anni di migrazioni. Siamo camminatori. Ma siamo camminatori perchè in grado di immaginare un Oltre, verso il quale muoverci. Siamo creature in grado di guardare oltre. Capaci di immaginare mondi nuovi e di raggiungerli, se solo volessimo. L’immaginazione è la spinta a muoverci nello spazio e nel tempo. A progredire. Evolverci.

Abbiamo persino guardato oltre la morte immaginando mondi ultraterreni: lo abbiamo fatto per placare i nostri timori più ancestrali che la domanda “cosa c’è oltre la vita” porta con sé. Lo abbiamo fatto per placare le nostre paure, in cerca di rassicurazione. Che c’è vita oltre la vita, per chi vuole immaginarla: l’anima non deve temere il nulla dopo la morte.

Non solo abbiamo immaginato mondi, ma anche i loro abitanti. Gli alieni sono gli eredi di spiriti e divinità che abbiamo creato in risposta ad un’altra domanda micidiale: siamo soli?.

Potremmo immaginare mondi e mondi e vederli diventare reali. Invece di immaginare un modo per nuocere al prossimo, per cominciare, potremmo immaginare come salvare il nostro pianeta. Sarebbe un primo passo verso il primo di altri mondi: la Terra del domani. Un pianeta in salute è il primo passo essenziale per muoverci oltre di esso, nello spazio infinito.

Quanto agli altri mondi, essi attendono i nostri discendenti, di là dalle sconfinate distese di polvere.

Un giorno forse li raggiungeremo. Per ora ci tocca solo immaginarli.

Simone Lentini.

Fonti
(VIDEO) Franssens, J.: Harmony of Spheres

(VIDEO) Friedman, I. M: Other Worlds
(VIDEO) Ligeti, G.: Atmospheres
(VIDEO) Ligeti, G.: Lontano

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