In cerca di tracce di vita su Marte con Perseverance

Simone Lentini/ Luglio 31, 2020/ Missioni, News, Scienza

Il lancio di Perseverance. Credit: NASA.

Alle 13:50 è partito! Perseverance è un nuovo rover che andrà a spasso per il fondo di un cratere marziano, Jezero, in cerca di segni, tracce di potenziali antiche forme di vita. Non solo, raccoglierà campioni di roccia e suolo integri, questo in vista di una potenziale missione successiva che li riporti sulla Terra. Questa è una novità assoluta, visto che i precedenti rover non avevano mai prelevato campioni intatti, limitandosi a fare perforazioni o frantumare.
Ma perchè il cratere Jezero? Il cratere si trova al limite occidentale di Isidis Planitia, un bacino di impatto delle dimensioni di 1200 km di diametro circa. Jezero è un piccolo cratere di 45 km di diametro sul fianco occidentale di Isidis Planitia. Se lo si osserva attentamente, si noteranno tracce di un antico lago. Intorno al cratere si notano anche gli inconfondibili, sinuosi tracciati di almeno tre corsi d’acqua, due dei quali di dimensioni interessanti, lasciando dedurre una portata non indifferente. I corsi d’acqua confluivano nel fondo del cratere, dove si trovava il potenziale lago di cui sopra.

Considerando l’età delle rocce circostanti, si stima che il sistema fluvio-lacustre di Jezero sia esistito tra 4 e 3 miliardi di anni fa. Se all’epoca c’era della vita su Marte, è facile che i fiumi di Jezero abbiano potuto trasportare materia organica, rimasta poi ”incastrata” nei sedimenti accumulati alla foce dei fiumi in quelli che si chiamano delta (La foce del Nilo l’avete presente?). I delta sono ”cumuli” di sedimenti, corpi sedimentari che possono raggiungere spessori e distanze dalla costa non indifferenti. Ed è proprio tra i materiali depositati nei delta che si spera di trovare molecole organiche, tracce comunque della potenziale vita che abitava il Pianeta Rosso tra 4 e 3 miliardi di anni fa. Perserverance farà proprio questo: cercare tracce di vita passata, raccogliere campioni di roccia e suolo, studiare la geologia ed inevitabilmente il clima del passato marziano.

Ora il clima influenza geologia e geografia; si consideri che i climi umidi portano le rocce a subire processi di alterazione ed erosione più spinti, mobilitando così una quantità di sedimenti maggiore.  Le tracce dei fiumi ci dicono, quindi, che il clima marziano era più umido dell’attuale in passato. A tale fase climatica potrebbero essere collegati sistemi fluviali per portata non indifferenti.

Un compito fondamentale di Perseverance sarà quello di preparare il terreno per le future missioni e per i futuri uomini che vi metteranno piede, un giorno.

Isidis Planitia, un gigantesco cratere (bacino d’impatto) del diametro di 1200 km. Jezero è il puntino rosso al limite occidentale di Isidis Planitia. A nord-ovest e sud-ovest si notano archi concentrici: sono fratture anulari generate dall’impatto. In principio queste formavano degli anelli concentrici intorno al cratere, ma l’erosione le ha in parte cancellate. Alcune, come la più esterna del gruppo nord-occidentale, è stata allargata, forse dall’azione dell’acqua. Ciò potrebbe essere avvenuto durante la fase umida del clima marziano, a causa del lavorio dell’acqua.

L’immagine del’area di Jezero, come ricavata dal planisfero di Marte di Google Earth. Si notano tracce sinuose che convergono verso il cratere.

Nelle immagini all’infrarosso, riprese dal Thermal Emission Imaging System (THEMIS) a bordo del satellite Mars Odyssey, si evidenziano ben tre sistemi fluviali che convergono verso il cratere. Si riconoscono tre fiumi: uno occidentale (a sinistra), uno settentrionale (in alto), uno orientale (a destra). Il fiume occidentale termina il suo corso nel lago, diramandosi in diversi rami a formare un delta, dalla forma grossomodo triangolare. Nel fondo del cratere è possibile a tratti riconoscere le possibili coste di un lago.

Immagine ingrandita del delta, che segna il termine del corso fluviale occidentale, già visto nell’immagine precedente.Credit: NASA.

L’immagine del delta sovrapposta al delta del Nilo. La forma triangolare è evidente, così come sono stati evidenziati, nel delta marziano, il corso dei vari rami d’acqua che alimentavano.

Non solo. Pereverance sarà in compagnia del primo elicottero marziano! Si chiama Ingenuity e pesa 1,8 kg. Ingenuity sarà un vero e proprio test di volo in un’atmosfera più rarefatta di quella terrestre. E qui viene il problema: proprio la natura più leggera dell’atmosfera marziana potrebbe ostacolare il volo di Ingenuity, rendendo impossibile la portanza (la forza che sostiene un aeromobile). Insomma, Ingenuity potrebbe non volare. Ed allora il piccolo elicottero avrebbe meritato il nome datogli dai suoi creatori. Ma se Ingenuity riuscisse a dominare l’aria marziana, allora anche le missioni marziane future potrebbero davvero… prendere il volo!

Il rover Perseverance andrà alla ricerca di tracce di forme di vita, molecole organiche, ma non solo: preleverà campioni, studiando geologia ed il clima passato del Pianeta Rosso. Credit: Mars 2020 launch kit. Credit: NASA.

Non disperiamo quindi ed incrociamo le dita: il viaggio di Perseverance ed Ingenuity per Jezero è ancora lungo! Ci vediamo il 21 febbraio 2021!
In bocca al lupo!

Simone Lentini

Bibliografia e Sitografia
Mars 2020 Perseverance launch kit, NASA.

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